Se negli ultimi anni hai provato ad assumere, conosci la sensazione: annunci pubblicati, poche risposte, e spesso dalle persone sbagliate. Il problema non è sempre lo stipendio o la posizione. A volte è che chi legge l’annuncio non ha idea di cosa voglia dire, davvero, lavorare da voi.
Il video è uno strumento perfetto per colmare questa distanza. È qui che entra in gioco il video di employer branding: un racconto sincero di com’è lavorare da voi, pensato per chi potrebbe unirsi al team.
Cos’è l’employer branding (in parole semplici)
È l’immagine che la tua azienda ha come posto di lavoro. Non quella che ha davanti ai clienti, ma quella che ha davanti a chi potrebbe lavorare con te. Esiste già, che tu la curi o no: è fatta del passaparola, delle recensioni online, di come vi presentate sui social e ai colloqui.
Fare employer branding significa prendersene cura, raccontando in modo onesto chi siete, come lavorate e che tipo di persone cercate.
Perché proprio il video
Un annuncio elenca requisiti e benefit. Un video mostra gli spazi, le facce, il tono delle conversazioni, il ritmo di una giornata. Sono informazioni che un candidato cerca comunque, e che normalmente scopre solo al colloquio, o peggio dopo l’assunzione.
Un buon video fa due lavori insieme:
- attira le persone che si riconoscono in quello che vedono;
- filtra quelle che non si troverebbero bene, prima ancora del colloquio.
Il secondo punto è sottovalutato, ma fa risparmiare molto tempo a tutti.
I formati che funzionano meglio
Le storie dei collaboratori
Una persona racconta il suo lavoro, come è arrivata in azienda, cosa le piace e cosa la mette alla prova. È il formato più credibile in assoluto, perché a parlare non è l’ufficio del personale. Funziona meglio se le persone scelte rappresentano ruoli diversi: produzione, ufficio, commerciale, giovani appena entrati e veterani.
“Una giornata con…”
Si segue una persona dall’arrivo all’uscita. Senza copione, o quasi. È un formato che rende concreta la routine e che si presta molto bene ai social, anche in versione verticale.
Il video di presentazione dell’azienda per chi si candida
Una sorta di brand film pensato per i candidati: chi siete, cosa fate, dove volete andare, che tipo di persone cercate. Da mettere nella pagina “Lavora con noi” e da inviare prima dei colloqui. Se vuoi capire meglio la differenza con un brand film classico, leggi cos’è un brand film e quando conviene.
Il video del singolo ruolo
Per le posizioni più difficili da coprire, un video breve in cui il futuro responsabile spiega cosa farà davvero la persona assunta. Pochi minuti di lavoro per lui, tantissima chiarezza per i candidati.
Le regole per non sembrare uno spot
Niente frasi da brochure. “Siamo una grande famiglia” lo dicono tutti, e molti candidati ormai lo leggono come un campanello d’allarme. Meglio un esempio concreto di cosa succede quando qualcuno è in difficoltà.
Persone vere, non attori. I candidati vogliono vedere con chi lavoreranno. Se le persone sono un po’ emozionate davanti alla camera va bene: fa parte della verità. Il nostro lavoro è metterle a loro agio, e si può fare.
Onestà anche sulle difficoltà. Un lavoro con turni, trasferte o ritmi intensi va raccontato per quello che è. Chi si candida sapendolo resterà più a lungo.
Mostrare, non dichiarare. Il welfare, la formazione, la flessibilità: se ci sono, falli vedere in azione.
Dove usare i video di employer branding
- nella pagina “Lavora con noi” del sito;
- negli annunci di lavoro, dove la piattaforma lo permette;
- sul profilo aziendale LinkedIn;
- nelle fiere del lavoro e negli incontri con scuole e università;
- nelle email di conferma ai candidati prima del colloquio;
- nell’onboarding dei nuovi assunti, insieme ai video di formazione.
Una nota sulla privacy
Chi compare nel video deve dare il proprio consenso con una liberatoria. E va pensato anche cosa succede se una persona lascia l’azienda: conviene decidere prima per quanto tempo e dove verrà usato il video.
Domande frequenti
Serve un’azienda grande per fare employer branding?
No, anzi. Le piccole e medie imprese hanno spesso storie più autentiche e un rapporto più diretto con le persone. Sono proprio loro a doversi far conoscere di più, perché non hanno un marchio famoso che lavora al posto loro.
Quanti video servono?
Si può partire con un video di presentazione e due o tre storie di collaboratori, girati nella stessa giornata. Poi si aggiunge materiale nel tempo. Meglio pochi video sinceri che una campagna patinata.
Possiamo farlo con il telefono?
Per contenuti quotidiani sui social sì, ed è anche bello che succeda. Per il video principale, quello che rappresenta l’azienda per anni, conviene una produzione curata: audio, luce e montaggio fanno la differenza tra “raccontano bene” e “si sono arrangiati”.
In breve
Le persone giuste vi stanno cercando, ma non sanno ancora che esistete. Un video sincero è il modo più veloce per farvi trovare. Se state cercando personale, scriveteci: possiamo raccontare la vostra azienda dal punto di vista di chi ci lavora.