Un video aziendale senza sceneggiatura è un po’ come un discorso improvvisato: a volte va bene, spesso si perde. La sceneggiatura è il documento che trasforma un obiettivo in una sequenza precisa di immagini, parole e suoni. Non serve solo a chi gira: serve anche a te per approvare il video prima che venga realizzato.
Prima di scrivere: il messaggio in una frase
Se non riesci a riassumere il video in una frase, non è ancora il momento di scrivere. Qualcosa come: “Vogliamo che i nuovi clienti capiscano che siamo l’unico fornitore della zona che gestisce tutto il processo internamente”. Tutto quello che non serve a quella frase va tagliato.
La struttura di base
Quasi tutti i video aziendali funzionano su tre tempi:
Inizio. Si cattura l’attenzione e si apre una domanda: un problema, una curiosità, un’immagine forte.
Sviluppo. Si risponde alla domanda: come lavorate, cosa fate, chi siete.
Chiusura. Si lascia un’emozione o un’idea chiara, e un invito a fare qualcosa.
Il formato a due colonne
Per i video aziendali si usa spesso uno schema semplice: a sinistra cosa si vede, a destra cosa si sente (voce, dialogo, musica, suoni). Così è facile capire se immagini e parole si rafforzano o si ripetono inutilmente.
Un esempio di riga:
- Si vede: mani che controllano un pezzo appena uscito dalla macchina, luce radente.
- Si sente: “Ogni pezzo passa da qui. Anche quando nessuno ce lo chiede.”
Scrivere per l’orecchio
Un testo da leggere e un testo da ascoltare sono diversi. Per la voce fuori campo servono frasi brevi, parole semplici, un ritmo naturale. Una buona prova: leggilo ad alta voce. Se inciampi, riscrivi. Approfondiamo nell’articolo sulla voce fuori campo.
E se ci sono interviste?
Le interviste non si scrivono parola per parola, altrimenti suonano false. Si preparano le domande e si immagina la struttura del racconto. Poi, dopo le riprese, si scrive la versione definitiva in montaggio, scegliendo le risposte migliori.
Lasciare spazio alle immagini
L’errore più comune è riempire ogni secondo di parole. Le immagini raccontano da sole, se gliene dai il tempo. Un video in cui la voce si ferma per qualche secondo e lascia parlare un gesto è spesso più potente di uno che spiega tutto.
Quanto testo per quanto video
Come riferimento indicativo, una voce fuori campo a ritmo naturale legge circa due o tre parole al secondo. Un video di un minuto, quindi, non dovrebbe avere più di un centinaio di parole di testo parlato, meglio se meno.
Gli errori più comuni
- partire dalle informazioni invece che dalla storia;
- usare il linguaggio delle brochure;
- dimenticare il finale e l’invito all’azione;
- scrivere una sceneggiatura impossibile da girare con il budget a disposizione.
Domande frequenti
Chi scrive la sceneggiatura, l’azienda o la casa di produzione?
Funziona meglio insieme: l’azienda porta i contenuti e le informazioni, la casa di produzione li trasforma in un racconto per immagini.
Quante revisioni sono normali?
Di solito una o due. Più persone devono approvare, più conviene raccogliere i commenti in un’unica volta.
La sceneggiatura si può cambiare sul set?
Piccoli aggiustamenti sì, cambi di sostanza no: rischiano di mandare all’aria tempi e organizzazione. Fa tutto parte della pre-produzione.
In breve
La sceneggiatura è la mappa del video: più è chiara, più il viaggio è tranquillo. Se hai un’idea e non sai come metterla su carta, scrivici.